Dal
quotidiano di Piacenza “LIBERTA’ “ di sabato 4 aprile 2009
Parla
il musicista lanciato proprio della manifestazione: lo scorso anno ha infatti
vinto il premio Solisti del “Bettinardi”
<<
Io, sassofonista aperto a tutti i generi >>
Rocco
Di Maiolo suonerà con il suo Quintet stasera alle Rotative per il Gala finale.
Piacenza
Iazz Fest edizione 2009 di Alfredo Tenni.
<<
Il jazz è l’amore della mia vita. Ma per me un musicista vero deve saper
padroneggiare tutti i generi, La musica classica, per me, è la base di tutto.
Ma al tempo stesso credo che un musicista debba prestare orecchio ai suoni della
sua terra, a quello che ascolta la gente.>>
Parola
di Rocco Di Maiolo, il ventinovenne saxofonista che nel 2008 ha vinto il primo
premio della categoria solisti del concorso nazionale “Chicco
Bertinardi” organizzato dal Piacenza Jazz Club e che oggi sarà ospite
d’onore alla serata di gala a ingresso libero nello spazio Le Rotative che, a
partire dalle 21,15, cocluderà il Piacenza Jazz Fest 2009. Nato e cresciuto
nell’hinterland napoletano (ora abita a Brusciano, dove ha fondato una
straordinaria scuola di musica per i ragazzi del posto, l’Accademia di Musica
di Brusciano): “l’ho fondata da solo per tenere
i ragazzi di una realtà difficile lontano dalla strada”, dice
, Rocco Di Maiolo è un saxofonista di eccitante vitalità e di tecnica
scintillante che fa faville al sax tenore e al sax soprano (suonati non di rado
anche “in contemporanea” alla Roland Kirk). Nel concerto di stasera alla
testa del suo quintetto (Enzo Amazio alla chitarra, Vito barbato al piano, Dario
Spinelli al basso e Paolo Fortini alla batteria), Di Maiolo affiancherà a
standard senza tempo anche sue composizioni:
<<Di sicuro suonerò Terra di tutti e Birichinata, che è
basata su un tema popolare dal basso Nolano. Sono sempre stato affascinato dal
folklore della mia terra, fin da quanto, bambino, andavo in primavera alla festa
della Madonna dell’Arco, con la banda musicale che suonava per ore: quella
musica è entrata dentro di me>>.
Quali
sono i suoi eroi del sax? <<Al primo
posto metto John Contrane, il papà di tutti i saxofonisti moderni. Poi
Joshua Redman, Bob Berg, Michael Brecker, Phil Wodds>>.
Che
musica ascolta, a parte il jazz?
Molti
jazzisti nutrono un odio “teologico” per la musica leggera. Lei,
evidentemente, no. <<No
davvero. Non ho pregiudizi verso un artista o una forma di spettacolo solo perché
ha il “difetto” di piacere a tanta gente. Guardi, nel 2004 io ho passato un
mese a RaiUno, ero nella jazz band di Marco Zurzolo che partecipava al varietà
Trash condotto da Enrico Montesano: bè, è stata una delle esperienze più
divertenti della mia vita. Una sera accompagnammo Renato Pozzetto che cantava
una sua canzone, e che ci fece ridere fino alle lacrime. E ricordo un’altra
volta con il povero Mino Reitano persona squisita, che dietro la quinte suonava
il violino. Posso testimoniare che Mino, musicalmente, era uno che sapeva il
fatto suo.>>
Senta,
visto che lei è un musicista senza snobismi, voglio farle una domanda: che ne
pensa dei “neomelodici” della sua terra? A me alcuni piacciono, ma i miei
amici mi prendono in giro per questo.