Eventi

CASALUCE - 1a Festa del Giglio

Domenica 15 luglio 2007

Un weekend all’insegna dello spettacolo, della tradizione(non proprio nostrana - nda), del gusto, ma soprattutto del divertimento.
È quello che i ragazzi del comitato organizzatore, ultra gioventù” di Casaluce intende regalare ai loro compaesani e a tutta la popolazione dell’agro Aversano che volesse prender parte alla due giorni di festeggiamenti in occasione della 1a festa del giglio che si terrà nelle giornate di sabato 14 e domenica 15 di luglio proprio nel piccolo comune casertano, presso l’area dell’ ex stazione Alifana.
Un evento senza precedenti per la gente di queste parti alla quale, per la prima volta viene offerta possibilità di poter partecipare ad una manifestazione fino ad oggi appannaggio delle popolazioni della zona nord di Napoli e in particolare di Nola, centro di origine di questi festeggiamenti.
Le premesse lasciano sicuramente ben sperare, a partire dalla scelta del sito che ospita la manifestazione, quell’area dell’ex stazione Alifana che qualche mese fa è balzata agli onori della cronaca per aver ospitato l’incontro tra i cittadini di Casaluce e l’Arcivescovo di Napoli, Cardinale Crescenzio Sepe, in occasione dell’incoronamento della Vergine Bruna, patrona di Casaluce. Una scelta quindi non casuale, che testimonia la buona volontà di non lasciare che tali spazi diventino, come spesso accade, preda di abbandono e di degrado.
Tanta energia messa in campo dai ragazzi del comitato organizzatore, di età compresa tra i 20 e i 26 anni, che animati dalla loro passione per il “giglio”, sono stati capaci di instaurare un ponte con le popolazioni simbolo di questa festa come quella storica di Nola, e di Brusciano che parteciperanno in prima persona all’evento con la presenza di personaggi di tutto rispetto.
La divisione musicale, infatti, sarà affidata al maestro Rocco Di Maiolo, già collaboratore di Marco Zurzolo e di alcune trasmissioni Rai di successo come lo spettacolo “TRASH”, andato in onda alcuni anni fa sotto la conduzione di Enrico Montesano, coadiuvato da Sergio Parrella e dalle voci di Salvatore Minieri e Gaetano Ingegnoso, protagonisti del recente giglio della gioventù di Brusciano.
Nomi di prim’ordine anche nella costruzione del giglio, opera del gruppo NAL di Nola, bottega d’arte che vanta il titolo di partner organizzativo del progetto LISBONA-NOLA 2006 nella costruzione della macchina da festa, come fornitore di “varre e varrielli” e set connessi alla legatura, e responsabile progettuale.
A completare l’elenco dei nomi illustri, la ditta Curcio di Nola che si occuperà degli impianti audio e la “Paranza” (gruppo di oltre 100 persone addette al trasporto e alle ballate del giglio, coordinato dal capo paranza a dai caporali) Bruscianese.
I festeggiamenti avranno inizio nella serata di sabato 14 con l’organizzazione di una sagra di prodotti tipici dell’agro quali mozzarella, salsiccia paesana, etc., per proseguire domenica 15 con “ ‘A Cacciata” del giglio e apertura della ballata che avverrà attorno alle 19:00.
Se il buon giorno si vede dal mattino, con questo quadro di presentazione non possiamo che essere sicuri del successo cui va incontro la kermesse casalucese e per questo sono d’obbligo i ringraziamenti agli “amici”, nicola tamburro, francesco marino, nicola liccardo, carlo pagano, claudio felaco, angelo tozzi, antonio paone, vincenzo e domenico picone, pietro e vincenzo macchia, franco alberto iorio e luigi d’amore che, uniti dalla volontà di promuovere temi come socialità e aggregazione, e vincendo la diffidenza di chi più volte li aveva scoraggiati dal portare avanti un obiettivo così ambizioso, hanno saputo raggiungere il loro scopo, portando per la prima volta in terra d’agro Aversano la Festa del Giglio.

Cenni Storici:
Storicamente la festa prenda origine da un intervento "miracoloso" del Vescovo S. Paolino che nell'anno 409 D.C. ottenne dai Goti di Alarìco la libertà per alcuni cittadini Nolani presi in schiavitù durante il saccheggio di Nola i quali, al loro ritorno dall'Africa, ove erano stati deportati, vennero accolti dai loro compaesani che, in segno di festa, recavano con se gigli e ceri augurali.
Altra ipotesi (di cui i cittadini di Nola, non vogliono sentir parlare) è quella ch fa risalire la festa ad un antico rito pagano che venne poi adattato alla nuova religione cristiana: grandi alberi sacrali, decorati a festa, venivano portati in processione ed esposti come protettori della cittadinanza; con l'avvento del cristianesimo vennero sostituiti i significati pagani aggiungendo immagini sacre e di santi.
Al di là della sua reale origine la festa rimane a tutt’oggi una manifestazione vivissima di fede nella quale il folclore si lega alla religione ed un’intera comunità celebra le proprie origini ed il proprio storico passato.
Oggi, quando parliamo di "gigli" non si deve pensare ai fiori: i gigli sono in realtà delle "macchine" costruite in legno con tecniche particolari, a forma piramidale, alte circa 25 metri ed ornate con decorazioni varie, perlopiù di cartapesta. Un’arte che trova la sua massima espressione nelle grandi botteghe artigiane della città di Nola i cui segreti sono custoditi gelosamente e tramandano con cura di generazione in generazione.

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