Iscrizione lista di mobilità lavoratore in attività socialmente utile.

I lavoratori LSU mantegono l'iscrizione nella lista di mobilità L.223/91 art.6 previsto dall'art.12 comma 2 del D.lgs n.468/1997.

 

Lavori socialmente utili

Con il decreto legislativo ( 1° dicembre 1997, n.468 ) la disciplina dei lavori socialmente utili viene modificata.
Infatti la nuova normativa  abroga le disposizioni precedenti in contrasto contrasto con il decreto, in particolare quelle contenute nel (decreto legge 1° ottobre 1996 n.510 , convertito, con modificazioni, nella legge 28 novembre 1996, n. 608)e regola organicamente la materia relativa ai lavori socialmente utili, con l’individuazione dei settori e gli ambiti d'intervento,con le categorie dei lavoratori che possono essere utilizzate nei progetti di lavori socialmente utili, nonché dei criteri d'assegnazione degli stessi ai vari progetti e il relativo trattamento economico.
Inoltre sono fissati criteri d'armonizzazione dei trattamenti previdenziali per i vari soggetti impegnati e per la formazione delle diverse società miste per le quali si fissano gli incentivi da erogare dopo la conclusione dei periodi di attività svolta.
In questa nota ci soffermiamo solo sugli argomenti che attengono direttamente alla nostra attività di patronato tralasciando le tematiche prettamente sindacali relative agli ambiti della contrattazione con le controparti pubbliche e alla possibilità di promuovere progetti all’interno dei quali occupare si soggetti di cui ci stiamo occupando.
 
Tipologie di attività
Con il decreto in esame sono individuate le tipologie dei lavori socialmente utili:

Soggetti promotori
I progetti relativi di cui ai punti precedenti possono essere proposti:

Soggetti utilizzabili
Ai fini della realizzazione dei progetti per Lsu, tranne quelli rivolti esclusivamente a soggetti fruitori di trattamenti previdenziale, dai quali sono esclusi i soggetti diversi, possono essere utilizzati:

Rifiuto all’avviamento ai lavori
I titolari di trattamento previdenziale che, senza un giustificato motivo rifiutino l’assegnazione ai Lsu sono cancellati dalle liste di mobilità e perdono la relativa indennità economica con un provvedimento del responsabile della sezione circoscrizionale per l’impiego.
Contro il provvedimento di decadenza e cancellazione si può ricorrere entro 30 giorni alla Direzione regionale del lavoro che ha tempo, invece, 20 giorni per decidere.
Il rifiuto all’assegnazione ai lavori socialmente utili viene considerato giustificato quando l’attività a cui si è chiamati si svolge in un luogo distante oltre 50 chilometri da quello di residenza.
Anche la partecipazione ad attività di formazione viene considerato un motivo giustificativo per il rifiuto ad accettare i Lsu.
Qualora il lavoratore non partecipi con regolarità all’attività o non rispetti le condizioni impartite si determina la decadenza dal trattamento economico e la cancellazione dalle liste di mobilità nonchè, per coloro che non usufruiscono di trattamenti previdenziali, la cessazione dalla partecipazione ai Lsu.
In questa situazione i soggetti promotori possono chiedere la sostituzione dei lavoratori sospesi , per la durata residua del programma di attività.
Compensi e regolamentazione dei lavori
Viene ribadito che l’impegno nei lavori socialmente utili non costituisce l’instaurazione di un rapporto di lavoro subordinato e di conseguenza non comporta la cancellazione dalle liste di collocamento e di mobilità.
I lavoratori utilizzati che percepiscono trattamenti previdenziali verranno impegnati per un orario determinato dalla proporzione tra l’entità del trattamento percepito e la retribuzione iniziale previsto per i dipendenti dell’azienda promotrice considerato al netto delle trattenute previdenziali, comunque per un minimo d 20 ore settimanali e con un massimo di 8 ore giornaliere.
Per tutte le ore eccedenti l’orario stardand, verrà corrisposta un ‘integrazione a carico dell’ente utilizzatore sulla base della retribuzione iniziale al netto dei lavoratori dipendenti che svolgono attività analoghe.
Ai lavoratori che non percepiscono nessun trattamento previdenziale è corrisposto un assegno mensile, rivalutato nella misura dell’80% degli indici ISTAT,  erogato dall’Inps, secondo la segnalazione delle presenze fornite dall’ente utilizzatore ; anche per loro, l’orario settimanale è di 20 ore e per non più di 8 ore giornaliere e nel caso di impegno lavorativo superiore è dovuta l’integrazione a carico dell’ente utilizzatore.

L’assegno è incompatibile con:

I titolari di assegno o pensione di invalidità chiamati a svolgere lavori socialmente utili possono optare per il sussidio, nel qual caso verrà sospeso il trattamento di invalidità.
Anche coloro che percepiscono l’indennità di disoccupazione , se chiamati per i Lsu, possono optare per il relativo assegno e viene loro riservato lo stesso trattamento previsto per i titolari delle altre prestazioni previdenziali (Cigs e mobilità).
Naturalmente l’attività nei lavori socialmente utili non è compatibile con il lavoro subordinato a tempo pieno e con il lavoro a part-time a tempo indeterminato, nonché con il lavoro autonomo al di sopra dei limiti anzidetti. Anche nel caso di compatibilità dei Lsu con il lavoro parziale o autonomo, l’Ente promotore valuterà la possibilità di potere svolgere le due attività, assicurando che non si verifichi pregiudizio nei confronti del programma.

Assicurazione Inail
I lavoratori impegnati nei lavori socialmente utili devono essere assicurati  presso l’Inail contro gli infortuni e le malattie professionali e per la responsabilità civile verso terzi.
In caso di infortunio o di malattia professionale il lavoratore ha diritto all’assegno per le giornate non indennizzate dall’Inail e, alla fine dell’inabilità temporanea, può riprendere l’attività.

Mantenimento della iscrizione nelle liste di mobilità
Questi soggetti mantengono l’iscrizione nelle liste di mobilità , senza l’approvazione delle Commissioni regionali per l’impiego, e:

Trattamento fiscale
Con la modifica apportata all’articolo 47 del Tuir dal decreto legislativo n. 314/97, tra i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, rientrano anche quelli derivanti dai lavori socialmente utili.
A seguito della modifica della normativa dal 1° gennaio 1998 i compensi percepiti a seguito di Lsu diventano quindi imponibile ai fini fiscali con le relative detrazioni d’imposta per lavoro dipendente; anche per tali redditi l’Inps svolge la funzione di sostituto di imposta.